Netsukuku, una rete oltre la Rete

venerdì, luglio 31st, 2009No Commented
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Immaginate un attimo cosa succederebbe se da un giorno all’altro l’Internet che conosciamo smettesse di funzionare come ora. Niente più HTTP, niente più IRC, MSN, Skype, niente più Bittorrent o Emule.

Il motivo? Possono essercene tanti: un blackout nazionale, attacchi terroristici… o, più realisticamente, una censura governativa troppo pressante, tanto da decretare l’utilizzo della Rete per soli scopi “consentiti”.

Follia? Forse. Qualcuno però, in previsione di un futuro così disastroso, ha pensato ad una alternativa. Per una rete serve un’infrastruttura, parola che inevitabilmente si traduce in “cavi”; ma è davvero così? Siamo nel 2009, la tecnologia ha progredito negli anni, e ora chi di noi non ha in casa una scheda di rete wireless?

E se l’infrastruttura potesse essere senza fili?

Ma andiamo con ordine. Netsukuku (informalmente Ntk) è un progetto sperimentale di rete libera, totalmente decentralizzata e anonima. È progettata per funzionare su doppino in rame, fibra ottica, collegamento laser, piccione viaggiatore… ok, quest’ultimo no. Ad ogni modo, come avrete già immaginato, il sistema preferito per il collegamento fisico è l’IEEE 802.11, comunemente detto WiFi.

Netsukuku è stata studiata per gestire secondo un modello p2p un ampio numero di nodi con una quantità di CPU e memoria minima. In questo modo, ogni nodo può fare da router per gli altri senza risentirne, a differenza dell’attuale Internet dove servono grandi e costose macchine dedicate per gestire il traffico passante. Inoltre, non essendoci alcun contratto con un ISP, l’unica limitazione di banda è quella data dalle schede di rete (generalmente su WiFi 54 o 108 Mbit/sec).

Tecnicamente parlando, Netsukuku cambia il livello 3 del modello ISO/OSI con un protocollo di routing proprio denominato QSPN, che fa uso per i suoi calcoli di frattali e tanta, tanta matematica. Inoltre, imprementa un sistema di DNS distibuito (ANDNA) che permette la registrazione e l’utilizzo di nomi di dominio anche senza un’authority centrale che la regoli.

Creare un nodo Netsukuku non è difficile: è sufficiente scaricare ed eseguire (sotto ambiente linux – ancora non è pronto un porting Windows) il daemon Ntk che si occupa tramite un “radar” di inviare segnali e cercare propri simili nel raggio d’azione della periferica. Una volta rilevatone uno, il collegamento è automatico e trasparente all’utente, in quanto il daemon agisce sulla tabella di routing di sistema.

Tutta la documentazione relativa a netsukuku è reperibile all’indirizzo http://netsukuku.freaknet.org, così come il codice. Inizialmente è stato scritto un client in C, attualmente si sta lavorando al debugging di un ibrido in cui le funzioni di basso livello del core sono implementate in C e il resto in python, rendendolo altamente modulare e (almeno secondo il mio parere) di facile comprensione. Chi volesse dare una mano, ovviamente, è il benvenuto! ;)

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